L’età dei disturbi alimentari: inferiore a 10 anni nei maschi e 15-19 anni nelle femmine

L’età dei disturbi alimentari: inferiore a 10 anni nei maschi e 15-19 anni nelle femmine

In occasione della V Giornata Mondiale sui Disturbi del Comportamento Alimentare (World Eating Disorders Action Day), il Ministero della Salute fa il punto sull’avanzamento dei principali progetti avviati nel 2019 e dei dati fin qui emersi.

PRIMA SURVEY NAZIONALE SUI DATI EPIDEMIOLOGICI DEI PAZIENTI CON DISTURBI DELLA NUTRIZIONE E DELL’ALIMENTAZIONE

Dall’analisi preliminare dei dati provenienti dalle schede di dimissione ospedaliera degli ultimi 5 anni (dal 2014 al 2018) su 60mila ricoveri complessivi per DA di cui oltre 12mila nel 2018, si nota:

  • Un aumento della patologia pressoché costante nel tempo;
  • Un moderato calo dell’età mediana (da 25 anni a 23 anni) e della proporzione di ricoveri di sesso femminile rispetto a quelli maschili (il tasso di ricovero dei maschi arriva fino al 18%) confermando un abbassamento dell’età di insorgenza dei DA e una loro maggiore diffusione nella popolazione maschile;
  • Nei maschi un tasso più alto nelle fasce d’età più giovani (inferiore ai 10 anni e dai 10 ai 14 anni) e segue un andamento decrescente;
  • Nelle femmine il tasso è più alto nella fascia 15-19 anni e segue una distribuzione normale.

BULIMIA NERVOSA

Il numero e la percentuale di ricoveri per diagnosi principale di bulimia nervosa (BN) mostra un decremento dei ricoveri dal 2014 al 2018, in particolare nelle femmine, passando da 1 su 100mila abitanti a 0,73 su 100mila abitanti.

ANORESSIA NERVOSA

Confrontando il tasso di ospedalizzazione del 2018 per anoressia nervosa (AN) distribuito per età con lo stesso studio riferito agli anni 2004-2005, emerge una distribuzione sovrapponibile nell’età adolescenziale con un picco intorno ai 17 anni, mentre risulta significativamente diminuito il tasso di ospedalizzazione nell’età adulta.

ANALISI REGIONALE

Per quanto riguarda i tassi di ospedalizzazioni nelle diverse regioni italiane, emergono forti differenze tra una regione e l’altra. Nelle Regioni dove sono presenti reti di servizi diffuse e specializzate nel trattamento dei DA il tasso di ospedalizzazione, che ricordiamo segnala la necessità di un ricovero salvavita, è molto più basso, evidenziando come un intervento precoce nel territorio possa evitare l’aggravarsi dei quadri clinici e migliorare la prognosi.

PREPARAZIONE DI MATERIALE DIVULGATIVO PER DIFFONDERE I PRINCIPI DELLA SANA ALIMENTAZIONE (MODELLO DIETA LOCALE E SOSTENIBILE SULLA BASE DELLA DIETA MEDITERRANEA)

Nel dossier in via di finalizzazione si evidenzia come la salute sia un concetto in continua evoluzione. Si parla, infatti, sempre più di “salute globale”, uno dei punti cruciali dei SDG’s (Sustainable Development Goals), i 17 obiettivi da raggiungere entro il 2030 approvati dall’ONU dagli Stati Membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Per raggiungere l’obiettivo di salute globale non si può prescindere dal concetto di sviluppo sostenibile, inteso come la capacità di soddisfare le necessità delle generazioni presenti e future, in maniera dignitosa ed equa per tutti, senza distruggere i sistemi naturali da cui si traggono le risorse per vivere.

La Salute è un concetto in continua evoluzione. Il cibo è uno dei mezzi attraverso cui l’uomo e l’ambiente entrano in contatto fra loro; se prodotto e consumato in maniera responsabile e sostenibile risulta in grado di preservare entrambi. Favorire, da parte delle istituzioni, l’adozione di diete sane e sostenibili per un numero sempre più elevato di persone è considerato uno strumento fondamentale per la lotta ai DA. La Dieta Mediterranea rappresenta il modello di dieta sana e sostenibile per eccellenza, poiché racchiude in sé la capacità scientificamente provata di apportare benefici in termini di salute, di prevenire alcune patologie croniche (malattie cardiovascolari, diabete, obesità e alcuni tipi di tumori), e, allo stesso tempo, di determinare effetti positivi sulla sfera socio-culturale, economica e ambientale.

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