Bimbo salvo grazie a una tecnica inventata al Policlinico di Milano

Bimbo salvo grazie a una tecnica inventata al Policlinico di Milano

L’equipe di chirurgia pediatrica del policlinico di Milano, diretta dal Prof. Ernesto Leva, ha infatti studiato una tecnica innovativa per risolvere le malformazioni anorettali.
Sono dieci finora i bambini già operati, ma a fare notizia è stato il caso di Alessandro nato il 13 agosto e subito operato per separare le vie urinarie dall’intestino, che erano fuse insieme.

La tecnica chirurgica standard, in uso dagli anni ’80 prevede in genere tre interventi distanziati nel tempo, ma grazie all’esperienze del centro è stato possibile idearne una, applicabile nei maschi, in grado di risolvere il problema separando l’intestino dalla via urinaria in una sola operazione a un giorno dalla nascita del bambino.

Il policlinico di Milano è all’avanguardia per questo tipo di interventi, per i quali rappresenta il Centro di riferimento nazionale. Ogni anno vi vengono operati circa 15 neonati provenienti da tutta Italia, e non solo.
“Una tecnica che ha bisogno di un grande affiatamento tra chirurghi e anestesisti, oltre alla preparazione del paziente prima dell’intervento da parte dei neonatologi. In più, data la rarità della malformazione e la complessità dell’operazione, per realizzarla è necessario un team dedicato e di grande esperienza che comprende chirurghi pediatrici, neonatologi, anestesisti e personale infermieristico altamente specializzato” Ernesto Leva, direttore della Chirurgia Pediatrica e ideatore della procedura.



Malformazioni anorettali, che cosa sono

Le malformazioni anorettali interessano un neonato ogni 4 mila, più frequentemente maschi e non se ne conoscono le cause. Non è possibile individuarle durante la gravidanza, per questo diventa fondamentale diagnosticarne l’eventuale presenza al momento della nascita e programmare l’intervento al fine di garantire i migliori risultati.

Le anomalie dovute a queste malformazioni possono riguardare:

  • il condotto anale, che potrebbe essere stretto o fuori sede;
  • il retto che potrebbe non essere collegato all’ano oppure essere collegato alle vie urinarie attraverso una apertura denominata fistola;
  • la presenza di una membrano sopra l’apertura anale.

Circa  il 50% dei bambini con malformazioni anorettali inoltre presenta altre anomalie:

  • anomalie spinali, ad esempio emivertebre, assenza di alcuni metameri sacrali o midollo ancorato;
  • disfunzioni renali o delle vie urinarie tipo reflusso vescico-ureterale, rene a ferro di cavallo o duplicazione di parti del condotto urinario;
  • anomalie cardiache congenite;
  • anomalie tracheali ed esofagee;
  • malformazioni degli arti (in particolare della mano).


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