Banchi di scuola, tablet e zaini pesanti: cosa può far male e cosa no

Banchi di scuola, tablet e zaini pesanti: cosa può far male e cosa no

In questi giorni nelle diverse Regioni sta ricominciando la scuola: tra i diverse dubbi dei genitori ci sono quelli sul peso della cartella e sulla posizione da tenere sul banco e alla scrivania durante le ore pomeridiane di studio. Ecco i consigli degli esperti da seguire per evitare problemi alla schiena.

Zaino pesante, per poco tempo nessun porblema
L’uso abituale dello zaino – di norma 20-30 minuti al giorno – non crea alcun problema. Però c’è da considerare che più tempo si porta un carico, più facile è che insorga una contrattura dolorosa sulla schiena o si assumano posture sbagliate.
Dunque è buona norma prendere accordi con gli insegnanti, di solito disponibili, perché attraverso la programmazione e l’organizzazione del lavoro scolastico il materiale da trasportare venga distribuito nell’arco della settimana.
Tra zaino in spalla o trolley, cosa scegliere? Non esiste un consiglio univoco, ma l’importante è che sia che si scelga lo zaino o il trolley con le rotelle, non vi sia un sovraccarico di libri. Non è tanto determinante il mezzo con cui si trascinano, quanto il peso dei libri stessi, che non deve mai essere eccessivo.

Attenti al tablet

Dai dati a disposizione degli esperti emerge che negli ultimi dieci anni sono aumentati del 700% i casi di cifosi. La responsabilità sarebbe da attribuire all’uso di tablet, smartphone e Pc; cioè posture scorrette, che possono degenerare con l’età, sono spesso associate all’eccessivo uso di dispositivi tecnologici. La cifosi è una condizione che interessa la colonna vertebrale del bambino, maschio o femmina, che non riesce a mantenere la posizione eretta del tronco e delle spalle, sia seduto sia in piedi.

«Il numero eccessivo di ore giornaliere che, fin dai 3-4 anni, i bambini trascorrono piegati in avanti sui ‘babysitter elettronici’ è causa di questo disturbo troppo spesso sottovalutato» ha commentato Carlo Ruosi, Professore di Ortopedia e Traumatologia Università Federico II, Napoli «Fondamentale, in questi casi, è una diagnosi precoce. Mentre in fase iniziale è possibile intervenire con rieducazione motoria e ginnastica appropriata, in fase avanzata è necessario far indossare al bambino il busto ortopedico. Nel caso in cui la diagnosi arrivi troppo tardi, poi, si deve ricorrere alla chirurgia».



Non dimenticare la vitamina D

Ricordarsi anche della vitamina D, indispensabile per il deposito del calcio nelle ossa e per conferire loro la solidità e la resistenza che le caratterizzano. L’attuale stile di vita rende difficile la produzione di una quantità sufficiente di vitamina D, che viene attivata dai raggi solsari: i bambini trascorrono molto tempo in ambienti chiusi, a scuola e a casa, davanti al computer, occupati con lo smartphone o davanti alla TV; molte attività sportive si svolgono in ambienti chiusi.


I consigli degli esperti

Per riassumere, alcuni consigli degli esperti della Società Italiana di Ortopedia Traumatologia:

  • indossare zaini leggeri: è tollerato un carico non superiore al 15% del peso corporeo del ragazzo; in casi superiori, troppi libri da portare a scuola e troppo pesanti, preferire il trolley;
  • sui banchi di scuola cercare di mantenere la posizione corretta del tronco;
  • per quanto possibile, a scuola cercare di far osservare il rapporto ideale tra la seduta e il piano dello scrittoio: quest’ultimo dovrebbe essere più o meno all’altezza della linea del seno. Si può ottenere usando una sedia più bassa o uno scrittoio più in alto;
  • controllare che le sedie a scuola (ma anche a casa) abbiano lo schienale rigido e alto e con un angolo di 90° con la seduta. Questo dovrebbe favorire la migliore postura possibile purché il ragazzo stia seduto con il bacino e le spalle aderenti allo schienale stesso.

Per una buona postura è fondamentale anche avere in classe una illuminazione ottimale sia di luce naturale che di luce artificiale. La scarsa illuminazione, infatti, causa uno sforzo maggiore degli occhi, che si accompagna ad una alterazione della postura.
In tutte le scuole si va diffondendo l’uso di tablet: se da un alto questo dovrebbe ridurre il peso dei libri da utilizzare, dall’altro bisogna fare attenzione alla postura durante l’uso di questi ausili elettronici. È infatti dimostrato che il loro utilizzo giornaliero in modo smodato e incontrollato (insieme agli smartphone: vero allarme sociale) è causa di cifosi dorsale.



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