Bambini e digitale: guida all’uso intelligente

Bambini e digitale: guida all’uso intelligente

Tablet, smartphone, videogiochi e televisioni sempre più interattive: la tecnologia è ormai diventata parte integrante della quotidianità delle nostre famiglie, bambini e bambine inclusi, tanto che da molti anni si parla ormai di “bambini digitali”.
Soprattutto il tanto agognato ‘telefonino’, l’oggetto miracoloso in grado di catalizzare l’attenzione dei piccoli, è diventato un giocattolo e uno strumento per non annoiarsi. Uno schermo spesso frapposto tra loro e gli adulti ma anche tra i bimbi stessi. E a ridosso delle vacanze estive molti genitori si domandano cosa fare per stimolare il gioco e la curiosità dei figli per evitare che i propri pargoli si isolino dal mondo reale preferendo immergersi in quello virtuale  dei media digitali. Per il periodo estivo in particolare è bene regolamentare l’utilizzo di smartphone, tablet, computer, videogiochi  e televisione: le vacanze dovrebbero servire ai bambini per riscoprire il piacere di stare insieme, di relazionarsi, confrontarsi, rispettare le esigenze altrui, scoprire la natura e, perché no, trascorrere del tempo anche con i coetanei meno fortunati o portatori di malattie o disagi
«I dispositivi multimediali» spiega Leo Venturelli, Responsabile della Comunicazione e della Educazione alla salute della SIPPS «non sono raccomandati nei bambini al di sotto dei due anni d’età, durante i pasti e almeno un’ora prima di andare a letto. Sono assolutamente da evitare programmi contenenti immagini veloci e app che mostrino contenuti violenti e per intrattenere un bimbo che piange o si trovi in luoghi pubblici. Possono invece avere effetti positivi nei bambini sui 3-4 anni di età: se visti insieme a un adulto/genitore possono essere utili per imparare parole attraverso l’utilizzo del video».

Sotto i 5 anni, tablet meno di un’ora al giorno

I bambini sotto i cinque anni devono trascorrere meno tempo seduti a guardare gli schermi, devono dormire meglio e avere più tempo per giocare se vogliono crescere sani. È questo il messaggio lanciato dall’Oms nelle nuove ‘Linee guida sull’attività fisica, comportamento sedentario e sonno per i bambini sotto i 5 anni’, che suggeriscono per diverse fasce d’età quanto tempo deve essere dedicato all’attività fisica, quanto al sonno, quanto concesso al massimo davanti ad uno schermo.
Le nuove linee guida sono state elaborate da un gruppo di esperti dell’OMS che hanno valutato gli effetti sui bambini piccoli di un sonno inadeguato e del tempo trascorso seduti a guardare schermi o seduti su seggioloni e passeggini. Inoltre sono state anche esaminati i benefici di un aumento dei livelli di attività fisica.

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Negli adolescenti può provocare insonnia

Lo sviluppo delle tecnologie, l’utilizzo della rete, degli smartphone e dei tablet stanno portando a profonde trasformazioni, ancora non pienamente valutabili. E’ ormai dimostrato però che uno degli aspetti maggiormente influenzati dal loro uso è il ritmo sonno-veglia.
Questo sembra essere ancora più vero per gli adolescenti. «Studi effettuati su più di 100mila ragazzi hanno trovato una forte correlazione tra disturbi del sonno e uso dello smartphone per l’accesso ai social network soprattutto nelle ore serali» spiega Claudio Mencacci, medico psichiatra, Direttore Dipartimento Neuroscienze e salute mentale dell’Ospedale FBF-Sacco di Milano «L’insonnia agisce da detonatore ampliando la vulnerabilità individuale a differenti patologie psichiche. I dati epidemiologici, sono estremamente significativi: gli adolescenti di oggi tendono a dormire meno di 6 ore almeno il 10% delle notti. A 18 anni il 75% dei ragazzi dorme meno di 8 ore e solo il 3% degli stessi dorme più di 9 ore».

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Un rapporto positivo, ma che va guidato

Le nuove tecnologie possono essere utilie anche nelle terapie psichiatriche, come messo in risalto da Ernestina Politi, psichiatra al San Raffaele di Milano, con poche parole efficaci: «Potenziano il cervello. Quindi, cari genitori, mettete in soffitta tutti i pregiudizi. Il rapporto tra bambini e smartphone, tablet, touchscreen, computer è un rapporto da incentivare». Anche se Politi sottolinea: «Sono sempre più usati nella riabilitazione neuronale e sono efficaci, ma se un certo tipo di funzione potenzia una parte del cervello, dobbiamo sempre capire se c’è un depotenziamento di un’altra…. ancora non sappiamo che cambiamenti implicano le nuove tecnologie neurone per neurone. Io penso che abbiano un aspetto fortemente positivo, ovviamente da valutare».

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